Nucleo Ippomontano Tutela Ambiente
Scritto da Armando Mercoledì 12 Maggio 2010 19:27
Avete mai visto “lavorare" i cani in attività di Protezione Civile cercare corpi umani fra le macerie dopo un terremoto e/o altre calamità? S
ono delle “macchine” insostituibili!
Fra le attuali 23 Sezioni dell’E.R.A. ve ne è una che ha introdotto il cavallo fra le risorse da utilizzare in Protezione Civile.
La Sezione E.R.A. di San Fratello, cittadina dei Nebrodi, saltata alla ribalta recentemente per avvenimenti calamitosi importanti,
ha introdotto questo nobile e maestoso animale fra i mezzi da utilizzare in Protezione Civile.
Il cavallo rappresenta in molti casi il mezzo insostituibile per raggiungere qualsiasi posto in casi di estrema impossibilità ai mezzi normali.
Il cavallo rappresenta in molti casi il mezzo insostituibile per raggiungere qualsiasi posto in casi di estrema impossibilità ai mezzi normali.
Famosa per i suoi cavalli allevati allo stato brado, San Fratello è una delle cittadine del Parco dei Nebrodi tra le più interessanti per il suo rilevante patrimonio storico-architettonico, etno-culturale, naturalistico-ambientale e paesaggistico. Parlare oggi ed in breve delle origini e della storia della razza del Cavallo di San Fratello è un po’ come pretendere di riassumere in poche righe la storia millenaria della costa nord della Sicilia, la stupenda isola che lo ha visto nascere ed evolvere e che ancora oggi lo ospita.

La Sezione E.R.A. di San Fratello, la cui presidenza è detenuta da Nicolino Parrino, naturalmente Radioamatore il cui QRA è IT9ECY, ha realizzato il N.I.T.A. Nucleo Ippomontato Tutela Ambiente. Per il momento è costituito da 4 cavalli Sanfratellani e 4 cavalieri di San Fratello pronti per essere utilizzati in Protezione Civile. Altra peculiarità, i cavalieri sono anche Operatori Radio.

Il Cavallo Sanfratellano è il cavallo siciliano per eccellenza, creato dall'isola e per l'isola dalle genti (sicani, greci, cartaginesi, romani, vandali, goti, bizantini, saraceni, normanni, lombardi, svevi, iberici, spagnoli, francesi, italiani) che sull'isola hanno transitato, hanno vissuto, hanno prosperato. Proprio perché la Sicilia era ed è tutt'oggi un'isola separata dai continenti, gran parte della storia del Sanfratellano è fortunatamente ancora oggi scrivibile sulla base di notizie certe e di deduzioni storiche attendibili e verosimili.
Ho motivo di ringraziare Nicolino IT9ECY anche a nome di tutto il Popolo E.R.A. per la sua straordinaria idea che certamente avrà il lustro che merita.
Grazie.

